Lanciare un romanzo autopubblicato sul mercato anglofono è un po’ come mettere un manoscritto in una bottiglia e gettarlo nell’oceano, sperando che qualcuno intercetti casualmente la bottiglia e ne legga il contenuto. Nessuna casa editrice alle spalle che possa promuoverlo (Libanius Publishing sono sempre e soltanto io…), ma la convinzione (testarda o presuntuosa? Forse entrambe le cose) che il romanzo sia valido e che possa incontrare il favore di qualcuno. Ebbene: posso dire con un certo orgoglio che qualcuno ha trovato la bottiglia e ne ha letto il contenuto. Non so (ancora) quanto l’abbia apprezzato, ma di sicuro ha voluto sapere come finisce la storia. A proposito: la fatidica cifra di 1000000 di pagine lette si avvicina.

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